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Nord e sud in una pentola

Cannoli, fiorentina e pizza deliziosa. A San Michele | Appiano la cucina italiana viene preparata col tradizionale grembiule blu altoatesino. Abbiamo visitato i due ristoranti “La Cantina” e “Raggio di sole”.
 
Cucina gourmet italiana – il ristorante “La Cantina”

Durante la pausa pranzo, Gino, vestito con grembiule e giacca da cuoco, stà dietro il bancone del bar del suo ristorante “La Cantina” e si sta preparando un buon espresso con la propria caffettiera. Si puó subito notare, l'angolo  dove é stato appeso un quadro di Andreas Hofer. È veramente bello vedere come da un lato troviamo un volto noto in tutta la provincia e dall'altra un autentico siciliano; questo ci fa capire quanto sono in sintonia e armonia le due culture.
 
Gino è nato a Licata, una piccola cittá di 38.000 abitanti situata nella provincia di Agrigento in Sicilia. Dopodiché la sua mamma li ha trasmesso la passione per la cucina, il giovane ragazzo ha lasciato la sua cittá natale a soli 16 anni. Questa passione li ha permesso di viaggiare in tutta l'Europa: dalla Germania al Olanda finchè è arrivato in Alto Adige nel 1997. Qui Gino lavorava soprattutto nella stagione invernale, mentre in quella estiva se ne tornava a casa sua. Gli anni trascorsi nella provincia autonoma li hanno permesso di parlare la lingua tedesca quasi senza accento.
Da 3 anni il cuoco siciliano abita a San Michele | Appiano.  “Amo l’Alto Adige, in specifico la cucina, anche se qua manca il mare”, racconta Gino. Il suo piatto preferito sono i canederli.  Gino si descrive come una persona molto aperta e non ama la monotonia, infatti nel suo ricco menu non troviamo soltanto specialitá siciliane ma anche piatti tipici della cucina toscana, pugliese e altoatesina. 
Gino prepara quasi tutto a mano: cannoli siciliani, baccalà veneziano, zuppe di pesce o la pizza. “Preparo tutti i piatti con passione, ed é per questo che tutti sono buoni nella stessa maniera."
Con 40 posti da sedere Gino definisce "piccolo" il suo locale ma soltanto in questo modo riesce a conoscere tutti gli ospiti personalmente.  Settimanalmente cerca di variare il menu per non cadere nella noia. In base alla stagione Gino compra la frutta e la verdura dai contadini locali. Anche il zafferano è riuscito a trovare da un contadino di Caldaro. “Preferisco comprare e usare prodotti locali in modo da creare una sentimento di appartenenza”.
 
In estate è possibile mangiare sulla veranda del ristorante “la Cantina”. Inoltre vengono offerte varie serate tematiche. Per esempio l’anno scorso è stata organizzata una sera spagnola con il piatto tipico “la Paella”, musica tradizionale e la danza del flamenco. “Amo le culture diverse”, dichiara Gino considerandosi un misto di testa tedesca e cuore siciliana.
 
 
 

Dalla Sicilia alla Calabria - il ristorante “Raggio di sole”

 

Anche nel ristorante italiano “Raggio di sole”, il capocuoco Gerardo sta cucinando con la giacca da cuoco e il grembiule. Alla domanda come ha deciso di diventare cuoco, ha risposto sorridendo e accarezzandosi la sua pancia avvolta nel grembiule rosso: "il cibo è da sempre stato la mia passione”.

 
Gerardo è nato in Piemonte ma ha passato tutta la sua infanzia con la sua cara nonna in Calabria. La cucina era abbastanza povera. “Due spaghetti con un filo d' olio e pomodoro crudo”, racconta lo chef. Esattamente una pasta semplice con olio e pomodori secchi ha voluto portare  in Alto Adige. Nel suo ristorante tra i piatti tipici possiamo trovare la pasta fatta a mano, la pizza, varie piatti di carne e pesce e la sua specialità calabrese il pesce spada. Inoltre c'é anche qualche piatto tipico della Toscana come la fiorentina. “Olio d’olivo, sale, e prezzemolo d’alta qualità sono gli ingredienti principali”, spiega il cuoco.
Inizialmente Gerardo aveva l'intenzione di lavorare a San Michele | Appiano solo per un anno, dopodiché però non é più riuscito ad andarsene. Ormai vive qui da 10 anni. Gerardo dichiara questa decisione come la migliore della sua vita. “I complimenti dei mei ospiti mi Hanno tenuto in Alto Adige”. Inizialmente non sapevo nemmeno dove si trovasse la regione", racconta Gerardo sorridendo e prosegue, “per noi calabresi l’Italia finisce a Trento”.
 
Spesso e volentieri Gerardo ricorda i suoi tempi d’infanzia: “Per colazione in Calabria si mangiava sempre ricotta fatta a mano dalla "zia Giuditta", per pranzo le verdure del proprio giardino e per merenda era tipico mangiare il pane con olio d’oliva e pomodoro crudo." Quando il capocuoco torna in Calabria riporta al nord il formaggio di "zia Giuditta", le verdure conservate e i würstel. Presso il ristorante "Raggio di sole” gli ingredienti provengono direttamente dalla sua nonna in Sicilia.
I sentimenti famigliari, che Gerardo conosce dal Sud, li ha direttamente portato anche nel Nord. “Noi non siamo solo "Raggio di sole", ma la "casa Raggio di Sole. Siamo come una grande famiglia e conosciamo tutti gli ospiti personalmente”, racconta il capocuoco con orgoglio.


 
 
Pubblicato il 14.02.2017
 
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