Utilizziamo cookie per assicurarti una migliore esperienza sul sito. Utilizziamo cookie di parti terze per inviarti messaggi promozionali personalizzati. Per maggiori informazioni sui cookie e sulla loro disabilitazione consulta la Cookie Policy. Se prosegui nella navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie.
 
 
 
 

Una vita dedicata all’ospitalità

Dopo la seconda guerra mondiale, Appiano è diventata una delle più importanti mete turistiche dell’Alto Adige e questo grazie ai pionieri del turismo locale.
 
Appiano ha cominciato a svilupparsi come centro turistico già a partire dal 1872, con la costituzione dell’associazione di cura e di valorizzazione (Cur- und Verschönerungsverein). I primi tentativi di fare di Appiano una località di cura sul modello della città termale di Merano, sono stati ritardati da importanti eventi storici quali la prima guerra mondiale, la divisione del Tirolo, l’annessione dell’Alto Adige all’Italia, l’avvento del fascismo, la crisi economica e infine la seconda guerra mondiale. Solo negli anni cinquanta è stato possibile scorgere i primi miglioramenti. Nel 1952 è stata fondata l’associazione per il turismo e la valorizzazione (Fremden- und Verschönerungsverein) di Appiano che poi ha cambiato nome in Pro loco (Verkehrs- und Verschönerungsverein) e per il suo logo è stato utilizzato il simbolo di Castel d’Appiano. Da allora, la cittadina è una delle mete più apprezzate dell’Alto Adige.

KONRAD DISSERTORI ha lavorato per quasi quarant’anni nel settore turistico e per diversi anni è stato direttore dell’Ente per il turismo.

Ha ricoperto diverse cariche. Quali sono i temi che ha seguito con particolare attenzione?
Konrad Dissertori: "Sono stato vicedirettore della Pro loco e poi, fino al 1993, direttore dell’Ente per il turismo. Da fare ce n’era molto: ho dato vita a diverse iniziative, ad esempio alla “Strada del vino dell’Alto Adige” che per la prima volta ha coinvolto in uno stesso progetto i comuni di Appiano, Caldaro e della Bassa Atesina. Ma mi sono occupato anche di questioni che interessano il turismo solo a margine: del servizio di nettezza urbana, ad esempio,
o del salvataggio del piccolo lago di Monticolo. Inoltre mi sono impegnato affinché venissero piantati i mandorli lungo la strada del vino e che venisse costruita una pista ciclabile tra Bolzano e Appiano. Sono tutte opere pionieristiche nel settore della promozione del territorio."

Quali sono gli aspetti a cui ha dato maggiore importanza?
Konrad Dissertori: "Abbiamo stretto gemellaggi tra città, girato film promozionali, commissionato pubblicazioni e realizzato materiale pubblicitario che è stato inviato anche in Germania, Austria e Svizzera. Inoltre abbiamo organizzato dei viaggi a scopo promozionale nei Paesi di lingua tedesca per le nostre bande musicali e i nostri gruppi folcloristici. Particolarmente apprezzati dagli ospiti sono stati gli spettacoli che ho organizzato con la proiezione di diapositive e il quiz a premi."

MICHAEL EISENSTECKEN è stato proprietario del Gasthof Steinegger, pensione che ora viene gestita dai suoi figli.

Dal 1883 il Gasthof Steinegger è una meta molto apprezzata di gite ed escursioni. Lei era un giovane contadino che ha preso in gestione questo edificio e lo ha trasformato in un albergo con annesso ristorante. Quali sono state le difficoltà principali a quei tempi per i pionieri del settore turistico?
Michael Eisenstecken: "I tempi erano difficili ma sono riuscito a convincere i miei genitori a vendere un terreno per poter finanziare la costruzione dell’albergo. Siamo partiti con appena sedici letti, poi è stata costruita la soffitta abitabile a cui è stata poi aggiunta una dépendance. Da Pasqua a novembre gli ospiti non sono mai mancati e io apportavo costantemente opere di miglioria: le prime camere avevano tutte l’acqua corrente, fredda e calda, poi è arrivata la doccia e il bagno in camera, poi il garage sotterraneo e tutti gli altri comfort."

Lei era impegnato in diversi comitati comunali e regionali. Quali erano per lei i temi più importanti?
Michael Eisenstecken: "Sono una persona che si impegna per la comunità. La società altoatesina era costituita soprattutto da contadini ed era molto scettica nei confronti del turismo. E io volevo cambiare proprio questa mentalità; inoltre volevo dare al settore alberghiero e della ristorazione un maggiore peso politico. Sono stato membro fondatore del comitato economico dell’associazione alberghiera dell’Alto Adige, membro del consiglio comunale di Appiano e della commissione edile e rappresentante del settore alberghiero della commissione urbanistica provinciale."

 
 
 
Da sinistra, seduti: Michael Eisenstecken, Gisela Waldthaler Moser
In piedi: Josefine Sparer v. Call, Konrad Dissertori

GISELA WALDTHALER MOSER e suo marito sono stati tra i pionieri nel settore alberghiero ad Appiano.

Già negli anni cinquanta avevate costruito un albergo con ben sessanta letti al lago di Monticolo. Ci racconta la sua storia?
Gisela Waldthaler Moser: "Mio marito in realtà lavorava nel settore del legno. Prima di sposarci avevamo acquistato al lago di Monticolo un maso che abbiamo trasformato in albergo, allora era una cosa ancora fattibile. Il nostro progetto iniziale prevedeva l’offerta della pensione completa e di tanti posti letti quanti occorrono per poter ospitare almeno un pullman di ospiti. I primi anni abbiamo collaborato con l’ADAC (l’Automobile club tedesco) ma poi sono arrivati anche altri clienti che presto sono diventati ospiti fissi."
 
Cosa è successo dopo?
Gisela Waldthaler Moser: "Poi abbiamo lavorato molto. Con il tempo abbiamo ampliato l’albergo per soddisfare le nuove esigenze. Io lavoravo per lo più in cucina ma aiutavo anche al bar o alla reception ed ero quindi sempre a contatto con i clienti. È  importante che gli ospiti sentano la tua presenza… e che tu esaudisca i loro desideri: a volte succedeva che cucinassi per loro anche a mezzanotte. Lavorare nel settore alberghiero è una vocazione, devi farlo con passione. Questo è quello che abbiamo insegnato ai nostri tre figli che oggi gestiscono un albergo di alta classe."

JOSEFINE SPARER V. CALL affitta camere private dalla fine degli anni cinquanta. Insieme a Matthias Walcher (membro fondatore e primo direttore dell’associazione degli affittacamere privati, VPS) si è adoperata molto nella gestione di quest’associazione di categoria.

Lei è stata una delle prime persone ad affittare camere. Che cosa l’ha spinta?
Josefine Sparer v. Call: "I primi ospiti che negli anni cinquanta venivano ad Appiano pernottavano per lo più in camere private, dal momento che costavano meno di un albergo… e in quegli anni ad Appiano ancora non c’erano tanti hotel. Molti di loro passavano anche il tempo con la famiglia che li ospitava, non si limitavano a condividere solo gli spazi (la sala da pranzo, la cucina e il bagno erano infatti in comune, poiché inizialmente in camera c’era
solo un lavandino). L’affitto delle camere costituiva un introito ulteriore per la famiglia, visto che gli uomini lavoravano nei campi o svolgevano altri lavori."

Cosa è cambiato da allora?
Josefine Sparer v. Call: "Penso che gli ospiti siano diventati più esigenti. Tutto deve essere veloce, anche la prenotazione, e ora con internet tutto avviene in tempo reale. Ormai non riceviamo più richieste o prenotazioni per posta o per telefono."

Testo e interviste: Walburga Kössler
 
 
Pubblicato il 23.01.2017
 
La tua opinione è importante per noi! Scrivere un commento
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Invia commento
 
Like it! Share it!
Walburga Kössler è storica dell’arte, autrice ed è stata assessore alla cultura e all’edilizia del comune di Appiano. Attualmente lavora a un libro sulla storia del turismo di Appiano.
 
 
 
 

Articoli che ti potrebbero interessare

 
 
Natura

Nessuno conosce bene il bosco di Monticolo come Martin Ebner.
 
 
 
 
Gastronomia

È già pronta a uscire la terza edizione: ecco a voi “LR”, la grande cuvée di vini bianchi prodotta da Cantina Colterenzio.
 
 
 
 
 
 
 

Novitá

Sempre informati con la newsletter
 
 
 
 Invia